Zerolact - Informativa per il consumatore

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I termini allergia e intolleranza alimentare vengono utilizzati come sinonimi nel vocabolario comune, invece trattasi di due fenomeni molto diversi tra loro che in alcuni casi possono manifestarsi con sintomi simili.

L'intolleranza al lattosio rappresenta la manifestazione clinica del malassorbimento di lattosio, per ridotta o assente attività dell'enzima specifico Lattasi.

IL lattosio non digerito, genera i sintomi dell'intolleranza (gonfiore, dolore addominale, flatulenza, diarrea, borborigmi dell'addome) e raggiunto il colon viene fermentato dalla flora batterica presente con produzione di acqua, gas e acidi grassi a catena corta.

Pertanto, l'identificazione di un malassorbimento al lattosio costituisce il primo passo per formulare diagnosi di intolleranza oggi possibile attraverso il test del respiro e il test genetico.

Il primo e il breath test all'idrogeno, un test oggettivo non invasivo con sensibilità molto alta, in grado di evidenziare ipolattasia in atto solo al momento del test, mentre il test genetico per l'intolleranza al lattosio si esegue prelevando un campione di mucosa dalla bocca e attraverso l'analisi del DNA. Tale test individua i soggetti predisposti all'ipolattasia cioe non in grado di produrre la giusta quantità dell'enzima lattasi.

E possibile distinguere tre forme di ipolattasia:

IPOLATTASIA CONGENITA e una condizione molto rara di origine genetica si manifesta con diarrea sin dalla nascita quando il neonato prende per la prima volta il latte. Dura per tutta la vita ed obbliga ad escludere qualsiasi fonte di lattosio dall'alimentazione.


IPOLATTASIA PRIMARIA presente nei 3/4 della popolazione adulta mondiale, consta di una predisposizione genetica e dura tutta la vita. Si manifesta non prima di 6-7 anni di età e spesso anche in età adulta.


IPOLATTASIA SECONDARIA si manifesta con la riduzione di produzione di lattasi come conseguenza di un danneggiamento delle cellule che rivestono l'intestino a seguito di infezioni intestinali, Morbo di Crohn, celiachia, chemioterapia, etc ..
È una condizione molto spesso temporanea che guarisce nel momento in cui si è risolto il danneggiamento dell'intestino.

Oggi grazie al miglioramento del processo di delatossazione sono in commercio formaggi freschi con un residuo di lattosio con valori da 0,1 g a 0,01 g /100g, valori 500 volte inferiori al latte di partenza.

Pertanto il consumo dei formaggi delattosati soprattutto per gli individui intolleranti rappresenta un valido aiuto consentendo un regime alimentare senza restrizione e senza la necessita di ricorrere ad integratori di calcio e vivendo serenamente la propria condizione.


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